maestro piero

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GIROTONDO

InUncategorized su 19 febbraio 2011 a 14:04

Girotondo

Ho preso tutti i bambini per mano,
andiamo in corsa per la città.
Alto più alto, nano più nano,
evviva evviva la libertà!

Il cielo è netto col mare d’intorno,
il sole odora di pane croccante
e l’acqua è fresca, fragrante,
ride alla bocca del giorno.

Io sono pazzo di tutti i colori,
il rosso è forte come un cazzotto,
il verde spilla bibite e fiori,
il bianco a sacchi di neve e brina
ride al pagliaccio che s’infarina.

Ho preso tutti i bambini per mano,
ho preso tutti i colori e i pennelli.
Tingiamo a nuovo case e ruscelli,
le porte i chioschi, la barba al sultano.

Ho preso tutte le nuvole a mano
tutti i rumori, gli strilli, il baccano.
Alto più alto, nano più nano,
evviva evviva la libertà!

Alfonso Gatto, Il Vaporetto

Di questa poesia abbiamo fatto un semplice lavoro di lettura e comprensione e poi di lettura espressiva. Abbiamo iniziato ricordando che ormai siamo già abbastanza esperti di poesia e conosciamo un po’ di tecniche; possiamo così fare qualche osservazione da “intenditori”, così come un appassionato di calcio sa capire e giudicare come gioca una squadra, un intenditore di cucina sa indovinare gli ingredienti e altre caratteristiche del dolce. Riporto in ordine sparso le varie osservazioni fatte in classe. Alcune osservazioni sono mie in partenza, ma le abbiamo sviluppate insieme: quelle sui sensi richiamati nella seconda strofa, la metafora bambini/nuvole, domandiamoci perché c’è una strofa di cinque versi in mezzo a tante quartine.

1. Ci sono strofe con rime alternate : nano-città-nano-libertà
2. Ci sono strofe con rime incrociate: intorno-croccante-fragrante-giorno
3. Ci sono strofe con rime baciate: brina-infarina , mano-baccano-nano
4. La ripetizione di “ho preso” è una anafora e ha per effetto di accostare come fossero una cosa sola i bambini, colori e pennelli, nuvole. Abbiamo una metafora in cui qualcosa è descritto nei termini di qualcos’altro.
5. La terza strofa è di cinque versi, perché? Non c’è una risposta certa e univoca, ma una nostra interpretazione: secondo noi sono i colori che con la loro energia “allargano” la strofa. Qui vediamo anche come l’attenzione agli aspetti formali (in questo caso la forma delle strofe) richiami la nostra attenzione a sensi che prima non avevamo colto.
6. La metrica: ci sono endecasillabi (Il cielo è netto col mare d’intorno), decasillabi (alto più alto, nano più nano), ottonari (ride alla bocca del giorno)
7. Nella seconda strofa tutti i sensi sono sollecitati:
a. Udito : ride
b. Tatto: frasca
c. Vista: il cielo netto
d. Odorato: fragrante
e. Gusto: croccante

Canto di gioia di Tsaoai-Tallee

InUncategorized su 15 febbraio 2011 a 16:02

Canto di gioia di Tsaoai-Tallee

Io sono una piuma nel chiaro cielo
io sono il cavallo azzurro che galoppa nella pianura
io sono il pesce che brilla e guazza nell’acqua
io sono l’ombra che segue un bambino
io sono la luce della sera, la gioia dei prati
io sono un’aquila che scherza colvento
io sono un’uva dalle gocce radiose
io sono la stella più remota
io sono la frescura del mattino
io sono lo scroscio della pioggia
io sono il luccichio sulla neve ghiacciata
io sono la lunga traccia della luna sul lago
io sono una fiamma di quattro colori
io sono il capriolo nel crepuscolo della sera
io sono lo stormo delle anatre in volo nel cielo invernale
io sono la fame del giovane lupo
io sono il grande sogno di tutte queste cose.
Capisci? Io vivo, io vivo
io sono in buoni rapporti con la Terra
io sono in buoni rapporti con gli Dèi
io sono in buoni rapporti con tutto ciò che è bello.
Capisci? Io vivo
IO VIVO

Navarre Scott Momaday, Amicizia con la terra , edizioni Il punto d’incontro

Questa poesia di un poeta nativo americano ci permette di riprendere il discorso sulla ripetizione in poesia (in questo caso una anafora, come abbiamo visto già in classe terza).
Dopo avere un po’ discusso in classe sul nostro rapporto sempre più distante con la natura (le piante, gli animali ecc) ho portato l’attenzione su quei momenti di serenità e di gioia improvvisa in cui il nostro essere si allarga a tutto ciò che ci circonda come se fossimo un’unica cosa (che è il sentimento della poesia). A questo punto ho invitato tutti ad un breve esercizio di scrittura creativa: scrivere una poesia come questa (Io sono …) pensando ad un momento in cui si sia vissuto in questa comunione con il mondo. La chiusa invece è stata lasciata libera.

Ne è venuto fuori un bel lavoro di cui riporto il brano di uno degli alunni (di quelli meno portati per la grammatica) e che ha colto molto bene il senso della poesia.

Io sono un vento pallido sulla neve,
Io sono un essere brillante nel cielo,
Io sono un uomo sul prato fioroto,
Io sono una finestra che risplende,
Io sono un angelo sparso tra le nuvole,
Io sono un uccellino saltarellino,
Io sono una fontana splendente,
Io sono un cane dolce,
Io sono un sole che dà calore,
Io sono una borsa piena di fiori,
Io sono delle montagne ricoperte di neve,
Io sono un albero che cresce
Io sono vivo.

HO RICORDI D’INFANZIA

InUncategorized su 11 febbraio 2011 a 21:29


Canetti Paolo – raccolta di limoni

Ho i ricordi d’infanzia, ho i ricordi,
immagini di luce e di palmizi,
e in un fulgore d’oro
di campanili, lungi, con cicogne,
di paesi con strade senza donne
sotto un indaco cielo, piazze vuote
dove crescono aranci luminosi
coi loro frutti rotondi e vermigli;
nell’ombra di un giardino c’è il limone
coi rami polverosi,
e limoni d’un giallo impallidito
nello specchio dell’acqua della fonte;
aroma di garofani e di nardi,
forte odore di menta e di basilico;
immagini d’ulivi inargentati
a un sole ardente che stordisce e acceca,
e turchine e remote cime alpestri
con rosse tinte d’una sera immensa.

Antonio Machado, Poesie, Accademia

Questa poesia è stata semplicemente letta, commentata e ha fornito lo spunto per un disegno. Ognuno però doveva scegliere uno o più versi da scrivere sul disegno. Alla fine, dopo avere affisso tutti i disegni, ho raccolto i versi scelti in un’unica riscrittura con lo scopo di mostrare i gusti dei bambini.
Nell’insieme però si ha l’effetto di amplificare e stravolgere l’equilibrio formale della poesia con ribattute dei singoli versi o di gruppi di versi. Un modo per riflettere sulla possibile autonomia che possiamo attribuire ai versi in un testo poetico.

Ho i ricordi d’infanzia, ho i ricordi,
immagini di luce e di palmizi,
e in un fulgore d’oro
di campanili, lungi, con cicogne,

Ho i ricordi d’infanzia, ho i ricordi,
immagini di luce e di palmizi,
e in un fulgore d’oro
di campanili, lungi, con cicogne,

Ho i ricordi d’infanzia, ho i ricordi,
immagini di luce e di palmizi,

sotto un indaco cielo, piazze vuote
dove crescono aranci luminosi
coi loro frutti rotondi e vermigli;
nell’ombra di un giardino c’è il limone
coi rami polverosi,

sotto un indaco cielo, piazze vuote
dove crescono aranci luminosi

sotto un indaco cielo, piazze vuote
dove crescono aranci luminosi
coi loro frutti rotondi e vermigli;
nell’ombra di un giardino c’è il limone
coi rami polverosi,

nell’ombra di un giardino c’è il limone
coi rami polverosi,
e limoni d’un giallo impallidito
nello specchio dell’acqua della fonte;

nell’ombra di un giardino c’è il limone
coi rami polverosi,
e limoni d’un giallo impallidito
nello specchio dell’acqua della fonte;

limoni d’un giallo impallidito
nello specchio dell’acqua della fonte;

nell’ombra di un giardino c’è il limone
coi rami polverosi,
e limoni d’un giallo impallidito
nello specchio dell’acqua della fonte;

nell’ombra di un giardino c’è il limone
coi rami polverosi,
e limoni d’un giallo impallidito
nello specchio dell’acqua della fonte;

turchine e remote cime alpestri
con rosse tinte d’una sera immensa.

turchine e remote cime alpestri
con rosse tinte d’una sera immensa.

con rosse tinte d’una sera immensa.

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