Mare
M’affaccio alla finestra e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l’onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l’acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d’argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?
Giovanni Pascoli (da Myricae)
Ultima poesia dell’anno, e delle scuole elementari. Pensavo a qualcosa di lieve, estivo e vacanziero, invece è spuntata questa poesia di sapore simbolista. Qui il mare notturno si fa palpito di vita e poi paesaggio enigmatico.
Ho letto la poesia e poi ho spiegato i termini meno facili: menare che non è bastonare qualcuno; palpito; guizzo. La forma in endacasillabi e rime di cui abbiamo scritto lo schema ABAB CC DD.
Per mostrare il percorso di lettura che avevo in mente abbiamo parlato di cosa significa “intuire” qualcosa e cercato esempi: lo stagno pieno di vita, gli ambienti naturali del bosco, il fiume, il cespuglio di notte. La poesia ha un inizio descrittivo, statico (le stelle, le onde), poi alcuni segni (palpiti, guizzi) ci portano ad intuire la vita nel mare. Il verso seguente ha due personificazioni: sospira, alita.
Infine la descrizione della luce della luna sul mare (un bel ponte d’argento) ci conduce a fantasticare di altri mondi, altri destini. Raggruppiamo i versi in: descrizione (versi 1-3), intuizione (4-5), fantasia (6-8).

Questa poesia la feci imparare anche ai miei bambini. è molto bella e suggestiva.