Per la Festa del Lavoro la poesia di Rodari Storia universale. Che non è una poesia ma un raccontino. Rodari l’ha scritto in prosa, ma sono endecasillabi, così ho pensato di “sbrogliarlo” e metterlo in forma di poesia (non sarà stata un’idea solo mia, idem in filastrocche .it). Devo mettere un tag in tutte le poesie che trattano il rapporto poesia/prosa.
Storia universale
In principio la Terra era tutta sbagliata,
renderla più abitabile fu una bella faticata.
Per passare i fiumi non c’erano ponti.
Non c’erano sentieri per salire sui monti.
(queste strofe no) Ti volevi sedere? Neanche l’ombra di un pan¬chetto.
Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.
Per non pungersi i piedi, né scarpe né stivali.
Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
Per fare una partita non c’erano palloni:
mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni,
anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
Non c’era nulla di niente. Zero via zero, e basta.
C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,
e agli errori piu grossi si poté rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboc¬catevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti.
Tratto da “Favole al telefono” di Gianni Rodari
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