mastropiero

IL PICCOLO SOLE

In Uncategorized on 7 dicembre 2010 at 16:24

IL PICCOLO SOLE

Vedete là nel cielo, in quel piccolo sole
d’inverno, tra le nebbie, un ricordo del sole?
Come la luna guarda e si lascia guardare.
Milano a mezzogiorno è già crepuscolare.

E gli alberi anneriti in quel freddo d’argento
hanno rami gentili, a tratti passa il vento,
un vento senza voce, a poco a poco imbruna.
Solo il piccolo sole come una grande luna.

Così il Duomo fiorito di grigio e di lichene
appare nelle nebbie delle notti serene.

Alfonso Gatto (da “IL vaporetto”)

Abbiamo notato come la poesia sia costruita per settenari accostati. Parole difficili sono risultate “crepuscolare”, “imbruna”, “lichene” e “Duomo”. Ho trovato alcune notizie storiche sul Duomo di Milano nel link: www.bollatenet.net/storia/duomo.htm e le ho distribuite in fotocopia. L’immagine l’abbiamo incollata su un foglio e attorno alla foto ognuno ha illustrato la poesia come voleva. La poesia è abbastanza difficile e questa volta ho pensato di scriverne insieme agli alunni una parafrasi e un commento. L’hanno imparata a memoria.

PARAFRASI E COMMENTO
Il sole nella nebbia è così piccolo e debole che sembra un ricordo del sole. Anche i nostri ricordi se confrontati con il momenti in cui li abbiamo vissuti sono sbiaditi e annebbiati.
Con la sua luce debole tra la nebbia possiamo perfino guardarlo, così come riusciamo sempre a guardare la luna.
A Milano con questa nebbia la luce è così fioca che sembra già sera.
Il “freddo d’argento” è una bella immagine del freddo con il colore della nebbia, l’argento è un metallo prezioso e la successiva immagine degli alberi neri rimanda all’idea di decorazioni su fondo grigio.
I rami sono gentili perché fanno passare il vento che è “senza voce” e silenzioso. Il nero, il freddo e il vento che spesso sono richiamati con valore negativo qui invece ci restituiscono un’immagine calma e serena. A poco a poco si fa sera (imbruna). Il sole ora diventa grande, ma è come una luna grande e solitaria (anche in “Marcetta” la luna è sola).
Il Duomo è decorato dai riflessi grigi e dai licheni (ancora riprende l’idea di una decorazione preziosa).
Così appare il Duomo nelle nebbie delle notti serene (serene perché senza nubi e serene perché tranquille). La parola “serene” non ha quindi un unico significato, come spesso accade con le parole di una poesia.

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  1. Mi ricordo di questa poesia da quando avevo 10 anni (ed ora ne ho 40!), ma il mio ricordo non comprendeva il nome dell’autore.
    Mi ritorna in mente puntualmente ogni inverno, quando vedo il sole spuntare dalla nebbia , piccolo, pallido e facile da guardare.

    Questa mattina, dopo che il piccolo sole è sbucato dalla nebbia, la mia bambina di 4 anni ha esclamato: “guarda mamma c’è la luna!”
    Il grande, dall’alto dei suoi 7 anni ha rimbrottato la sorella dicendole: “non è la luna, è il sole!”.

    A questo punto mi è venuto naturale recitare loro la poesia del “Piccolo sole” e ne sono rimasti colpiti (forse più dal fatto che mi ricordassi una poesia imparata da bambina che dal significato stesso della poesia).

    Il “Piccolo Sole” mi ricorda quando mia nonna mi portava nei pomeriggi d’inverno ad accendere le candele in Duomo (anche se negli anni 80′ la nebbia era già sparita dal centro di Milano).

    Spesso in passato ho provato a cercare (velocemente a dire il vero) su internet questa poesia ma non ho mai trovato niente fino ad oggi.

    Grazie
    Simona Paganini

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