IL CANTICO DELLE CREATURE di San Francesco

IL CANTICO DELLE CREATURE di San Francesco

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria et l’honore et omne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messer lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

La lingua italiana ha una storia lunga e gloriosa, qualcosa si può cominciare a vedere anche in classe quinta: la discendenza dal latino, le origini e i cambiamenti nel corso dei secoli, gli scambi lessicali con altre lingue e culture, la presenza ancora viva dei dialetti, le parlate gergali, le parole “difficili” perché specialistiche.
Un esempio di italiano degli inizi della nostra letteratura è il Cantico delle creature che abbiamo letto e commentato dopo avere visto insieme il film di Zeffirelli “Fratello sole, sorella luna” che ha incantato la classe con la bellezza delle immagini e la sceneggiatura impeccabile.
Il lavoro sul testo è consistito nella lettura e nella spiegazione dei termini più difficili scrivendo un piccolo vocabolarietto in calce al testo. Li ha molto sorpresi e divertiti l’uso della kappa, come negli sms. Li ha interessati anche la pronuncia “alla latina” del gruppo tio/tia.
In questo testo che ha la forma di un elenco abbiamo evitato di dare una spiegazione di tipo esclusivamente religioso, non solo per la presenza di bambini appartenenti ad altre religioni o confessioni, ma per fare risaltare come Francesco ci riporti all’essenziale della vita, alle cose che sono veramente importanti e significative per tutti noi come per qualsiasi essere umano: il calore e la luce del sole, il nutrimento (aere e nubilo e la terra che sustenta), il gioco (iocundo è il fuoco). Tutto questo appare a Francesco all’interno della sua esperienza e visione del mondo mondo che è, questo sì, il mondo di un uomo profondamente religioso dove le cose che nomina gli sembreranno anche i segni tangibili della presenza di Dio. Mi è venuto spontaneo fare notare l’analogia di questo elenco concreto con gli oggetti concreti ma evocativi che abbiamo elencato nella “poesia-pozione” di qualche settimana prima.
Per lasciare un segno di questa lingua così suggestiva ho fatto imparare a memoria ad ognuno una strofa diversa del Cantico in modo da poterla recitare in gruppo (per la suddivisione vedi il testo, non più di tre versi a testa).

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POESIA POZIONE

Looking for Eric

POZIONE PER DIVENTARE UN CALCIATORE DELLA JUVENTUS

Un tiro preciso
le scarpe chiodate
due gol spettacolari
una parata di Buffon
un dribbling di Krasic
le gambe del ghepardo
il palleggio di Aquilani
tre tiri di Cavani.

Paolo M.

Da una lettura di Giusy Quarenghi sul libro di lettura l’idea di fare una pozione magica per … realizzare un desiderio, ad esempio diventare un bravo calciatore.
Prima abbiamo provato in classe tutti insieme perché il gioco consiste nel mettere nella pozione non concetti astratti come la velocità, ma oggetti, idee, ricordi, simboli che abbiano la qualità richiesta, ad esempio un “dribbling di Krasic”.

ALLITTERAZIONI

Giorgione - La tempesta

E l’acqua

E l’acqua
fresca nasce
fa ruscelli
scende
casca sui sassi
scroscia
e frusciando
fa il fiume.

E l’acqua
sciolta nuota
nelle valli
e lunga e lenta
larga
silenziosa
luminosa
fa il lago.

E l’acqua
a onde muore
non muore mai
e muore
non muore mai
e muore
mentre immensa
fa il mare.
Roberto Piumini (Io mi ricordo)

Di tempo in tempo

Di tempo in tempo
torna il temporale.
Gran grigio in alto
sciami di vento frugano
in fretta le foglie.
Nelle caverne dell’aria
scattano fiamme e urlano
pigri immensi petardi.
Piove violentemente.
Poi il mondo fresco
cambia bandiera.
Spuntano aerei azzurri
dalle montagne.
E con un fischio pazzo
appare il sole.
Roberto Piumini (Quieto Patato)

Il tuono

E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d’arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s’udì di madre, e il moto di una culla.
(Giovanni Pascoli)

Tre poesie sul tema dell’allitterazione. Trovare e colorare in ognuna le ripetizioni di suoni. Ad esempio le insistite “n” di “nella notte nera come il nulla”; bisogna anche fare notare come l’allitterazione sia funzionale al significato perché la notte si fa metafora buia del nulla a cui segue il rumore del tuono (le “r” ) e infine la presenza rassicurante della madre.
Una volta capito il gioco i bambini però lo applicano alla lettera e qui possono sorgere problemi perché le vocali hanno un’alta frequenza e possono trovarsi vicine in modo tale da rendere difficile dire se è possibile parlare di allitterazione o no (e non ci interessa veramente l’intenzione dell’autore). Potrebbe essere il caso delle “a” negli ultimi due versi del Tuono. Abbiamo optato anche qui per la libertà d’interpretazione purché giustificata dall’analisi della forma o dai significati che ne risultavano.

Si potrebbe cogliere questa occasione per allargare il discorso verso la matematica delle statistiche e della probabilità: qual è la frequenza dei fonemi della lingua italiana (e recuperiamo digrammi e trigrammi della classe prima)? Se facciamo questa indagine su tre-quattro pagine diverse si avranno risultati simili? Nei passi dove è evidente l’allitterazione qual’è la statistica? Pensato ma non fatto (sarà per un altro anno)