Arlecchino

ARLECCHINO

Con un saltello         e un inchino
eccomi a voi:            sono Arlecchino.

Son tra le maschere   di Carnevale
la più festosa           e la più geniale.

Grazie ai colori        di ogni bambino
indosso anch’io        un bel vestitino.
Porto alla festa       la mia magia
saluto tutti             con allegria.

La poesia è un adattamento dalla poesia di L. Maraldi che volevo più corta. Sono novenari e endecasillabi che ho scritto in modo da guidare la recitazione.

Un’idea che ha funzionato piuttosto bene animando la recitazione alla lavagna di fronte alla classe: i bambini più timidi e insicuri potevano avvalersi di un “amplificatore”, cioè un alunno o alunna dotati di voce forte e chiara che ripeteva i versi della poesia mentre gli venivano suggeriti all’orecchio dall’altro bambino. Sembra strano, ma funziona. Ovviamente l’obiettivo è portare tutti a recitare da soli con sicurezza.

 

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FINE CLASSE PRIMA

A fine anno abbiamo fatto un CD dove c’erano vari materiali prodotti in classe. Tra questi abbiamo messo le poesie imparate a memoria, ogni bambino e bambina erano liberi di sceglierne una e di recitarla davanti al microfono.

Se ci riesco metto on line il file audio.

L’OMINO DELLA GRU

Per il primo maggio una poesia sul lavoro

L’OMINO DELLA GRU

Filastrocca di sotto in su
per l’omino della grSotto terra va il minatore
dov’è buio a tutte l’ore;

lo spazzino va nel tombino,

sulla terra sta il contadino,

in cima ai pali l’elettricista
gode già una bella vista,

il muratore va sui tetti
e vede tutti piccoletti …

ma più in alto, lassù lassù,
c’è l’omino della gru:

cielo a sinistra, cielo a destra,
e non gli gira mai la testa.

Gianni Rodari

FILASTROCCHE COL METRONOMO

Due filastrocche da recitare con il metronomo. Un’attività a metà strada tra musica (il ritmo) e poesia (gli accenti poetici, la scansione metrica)

CRAPA PELATA

CRA PA PE LA TA FA CE VA I TOR TEL LI
E NON NE DA VA AI SUOI FRA TEL LI

I SUOI FRA TEL LI FAN LA FRIT TA TA

E NON NE DAN NO A CRA PA PE LA TA

CRAPA PELATA FACEVA I TORTELLI

E NON NE DAVA AI SUOI FRATELLI

I SUOI FRATELLI FAN LA FRITTATA

E NON NE DANNO A CRAPA PELATA

(Dalla raccolta “ A-ULI’ A-ULE’ “ di Nico Orengo )

DOMANDE

UN TA LE MI VEN NE A DO MAN DA RE
QUAN TE FRA GO LE CRE SCO NO IN MA RE ?
IO GLI RI SPO SI DI MI A TE STA
QUAN TE SAR DI NE NEL LA FO RE STA

UN TALE MI VENNE A DOMANDARE

QUANTE FRAGOLE CRESCONO IN MARE ?

IO GLI HO RISPOSTO DI MIA TESTA

QUANTE SARDINE NELLA FORESTA .

(di Gianni Rodari)

Voglio fare un regalo alla Befana

Voglio fare un regalo alla Befana

La Befana, cara vecchietta,
va all’antica, senza fretta.
Non prende mica l’aeroplano
per volare dal monte al piano,

si fida soltanto, la cara vecchina,
della sua scopa di saggina:

è così che poi succede
che la Befana… non si vede!

Ha fatto tardi fra i nuvoloni,
e molti restano senza doni!

Io quasi, nel mio buon cuore,
vorrei regalarle un micromotore,

perché arrivi dappertutto
col tempo bello o col tempo brutto…

Un po’ di progresso e di velocità
per dare a tutti la felicità!

Gianni Rodari

Appare una manina

Appare una manina.

Impariamo qual è la mano destra e quale la sinistra.Ritaglia e incolla. Esegui la filastrocca prima con la destra poi con la sinistra poi con tutte e due:

Appare una manina,
si mette a ballare, si apre e si chiude e poi se ne va.
Appare l’altra mano,
si mette a ballare, si apre e si chiude e poi se ne va.
E adesso tutte e due,
si mettono a ballare, si aprono e si chiudono e poi se ne vanno.

Impariamo i nomi delle dita con una filastrocca.
Disegna l’impronta della tua mano sinistra. Ritaglia le strisce e incollale vicino ad ogni dito. Impara a memoria la filastrocca delle dita stringendo prima le dita della mano sinistra poi quelle della mano destra.

Dice POLLICE : Voglio il pane !
Dice INDICE : Non ne abbiamo !
Dice MEDIO : Come facciamo ?
Dice ANULARE : Ce n’è un pezzettino.
Dice MIGNOLO : Datelo a me che sono il più piccino.

Impariamo qual è la mano destra e quale la sinistra. Prima con la destra poi con la sinistra poi con tutte e due esegui la filastrocca:

Appare una manina,
si mette a ballare, si apre e si chiude e poi se ne va.
Appare l’altra mano,
si mette a ballare, si apre e si chiude e poi se ne va.
E adesso tutte e due,
si mettono a ballare, si aprono e si chiudono e poi se ne vanno.