mastropiero

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POESIA E SOGNO

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 12:54

Abbiamo lavorato sul sogno in una UA apposita. per la parte di poesia abbiamo letto:
Da due poesie di Stevenson facciamo confronto tra le due poesie “Il mio letto è una nave” “il paese dei sogni” che sono simili. Analisi delle similitudini.
Lavoro di produzione: trova tre similitudini per i tre momenti del sonno: quando mi addormento è come… quando sogno è come… quando mi risveglio è come…; per ogni momento comporre un distico (o terzina o quartina) facendo attenzione alla lunghezza metrica (possibilmente versi della stessa lunghezza) ma senza essere troppo rigorosi. L’importante è capire quali sono i mezzi per dare rilievo al verso. Il verso è in qualche modo sempre autonomo rispetto al resto della poesia.
Piumini (da Quieto patato): pagg. 68, 88, 111 (ma non sono piaciute molto)
Rodari: L’omino dei sogni (in Prime fiabe e filastrocche pag. 66)

Produzione poetica. Argomento: un sogno, anche uno descritto in prosa. Prendi dieci parole dal racconto e trova dieci rime.

Se nel solaio un giorno un gatto nero

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 12:13

Poesia presa come esempio di metafora, ma poi fare notare come la metafora viene sviluppata in modo ironico, molto adatta anche per i piccini.

Se nel solaio un giorno un gatto nero
vede un filo di luce e con la zampa
lo acchiappa e lo tira e lo
aggroviglia e lo
ammassa
in confusa matassa
speriamo davvero
che quel filo di luce si strappi
prima che disfi il sole il gatto nero.

Roberto Piumini (da Quieto patato)

PRIMA DI PRIMAVERA

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 12:07

PRIMA DI PRIMAVERA
Prima di primavera ci sono dei giorni Allitterazione p-p
in cui alita già sotto la terra il prato, Personificazione
(trasforma in similitudine
per capire)
Trova il soggetto della frase
e sussurrano i rami disadorni, personificazione
trova il soggetto della frase
e c’è un vento tenero / ed alato. Metafora / sinestesia

Il tuo corpo si muove senza pena, tre endecasillabi e una totale assenza di figure retoriche
la tua casa non ti pare più quella,
tu ricanti una vecchia cantilena
e ti sembra / ancora tanto bella. per mantenere ’endecasillabo
è necessario la dialefe

( Anna Achmatova )

Rime alterne , due quartine di endecasillabi (ma non sempre).
Fare analisi e commento. Notare la difficoltà della rappresentazione. Notare come la prima quartina sia disposta a far capire la seconda e come nella seconda non ci siano metafore, ma la pura e semplice narrazione.

Il treno elastico

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 11:38

SCHEDA Il treno elastico

Il treno elastico è una poesia di Roberto Piumini. I folletti si sono dimenticati gli a-capo così non si vedono più i versi. Non si vedono, ma si sentono. Ascolta dal maestro e poi la poesia tre volte e prova a riscriverla con un verso per ogni riga. Aiutati sentendo le rime e contando le posizioni (le emissioni di voce) che misurano la lunghezza dei versi. Ci sono molti settenari e qualche endecasillabo.

Il treno elastico

Per chi vuole partire, ma anche un po’ restare c’è il treno elastico: il primo vagone giunge a destinazione, ma I’ultimo rimane alla stazione. Per chi vuole partire, ma anche un po’ tornare c’è il treno elastico: si siede in testa al treno e va lontano e poi se ha nostalgia attraversa i vagoni fino in coda e torna alla partenza piano piano.

SOLUZIONE
Il treno elastico
Per chi vuole partire, settenario
ma anche un po’ restare settenario
c’è il treno elastico: settenario
il primo vagone Senario (!)
giunge a destinazione, settenario
ma I’ultimo rimane alla stazione. endecasillabo
Per chi vuole partire, settenario
ma anche un po’ tornare settenario
c’è il treno elastico: settenario
si siede in testa al treno settenario
e va lontano Quinario (attenzione: molti, giustamente avevano visto l’endecasillabo unendolo al verso sopra, ma forse qui Piumini ha voluto isolare e dare forza al verso che infatti espone un momento di dolore legato alla partenza)
e poi se ha nostalgia settenario
attraversa i vagoni fino in coda endecasillabo
e torna alla partenza piano piano. Endecasillabo

Roberto Piumini

SCHEDA – Che verso è?

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 11:35

SCHEDA – Che verso è?

Dividiamo i versi in POSIZIONI, cioè le emissioni della voce. Di solito coincidono con le sillabe, se però due vocali si incontrano le due sillabe vicine possono fondersi in un’unica emissione. Attenzione però: ho detto “possono”, non ho detto “devono”.
A proposito di sillabe, come si scrive la scomposizione in sillabe di una parola? Le regole per non sbagliare:
1. Normalmente la consonante va con la sillaba che segue se la sillaba inizia come una parola italiana (questa regola comprende le doppie): (om-brel-lo non o-mbre-llo)
2. La “s impura” va con la sillaba che segue (ca-sta-gno non cas-ta-gno)
3. Non separare le vocali e non sbagli. Ba-u-le va bene, a-u-la è sbagliato (spesso per non fare errori conviene scrivere bau-le e au-la).
4. Non separare trigrammi e digrammi (gn- sc- gli- ecc.) sci-a-lup-pa è sbagliato, scia-lup-pa è corretto.
Noterai subito che non tutte le posizioni sono pronunciate con la stessa intensità, questo è molto importante per leggere la poesia rispettando il ritmo che il poeta o la poetessa hanno voluto creare.
Una posizione che viene pronunciata con maggiore intensità è una posizione su cui cade
l’ACCENTO POETICO. Disegna un puntino colorato sulle posizioni marcate dall’accento poetico.
L’ultima posizione su cui cade l’accento poetico è importante perché dà il nome al verso: se cade sulla sesta posizione abbiamo un SETTENARIO. Di che tipo sono i versi in questa poesia?
. . . . . .

1 2 3 4 5 6 7 8 9
CHE CO SA C’È RI MA STO
DI QUE STA LUN GA E STA TE ?

L’ONDA

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 10:43

ALLITTERAZIONE
L’allitterazione nella poesia di D’Annunzio “L’onda”. Colorare e scoprire.
(Sicuramente si potrebbe trovare di meglio e di più adatto, ad esempio in Piumini). Una cosa interessante che ho scoperto facendo fare un lipogramma su una vocale: mancando una vocale il risultato è fortemente allitterato

Da “L’ONDA”

Palpita, sale,
si gonfia, s’incurva,
s’alluma, propende.
Il dorso ampio splende
come cristallo;
la cima leggera
s’arruffa
come criniera
nivea di cavallo.
Il vento la scavezza.
L’onda si spezza,
precipita nel cavo
del solco sonora;
spumeggia, biancheggia,
s’infiora, odora,
S’allunga,
rotola, galoppa;
intoppa
in altra cui il vento
diè tempra diversa;
l’avversa,
l’assalta, la sormonta,
vi si mesce, s’accresce.
Di spruzzi, di sprazzi,
di fiocchi, d’iridi
ferve nella risacca;
par che di crisopazzi
scintilli
e di berilli
viridi a sacca.
O sua favella!
Sciacqua, sciaborda,
scroscia, schiocca, schianta,
romba, ride, canta,
accorda, discorda,
tutte accoglie e fonde
le dissonanze acute
nelle sue volute
profonde,
libera e bella,
numerosa e folle,
possente e molle,
creatura viva
che gode
del suo mistero
fugace

Gabriele D’Annunzio

FILASTROCCA DI NATALE

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 10:23

Abbiamo segnato con un pallino gli accenti poetici e ho fatto rileggere così la poesia, ottenendo una lettura molto più fluida e musicale.

FILASTROCCA DI NATALE

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale;
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.
C’è l’orsacchiotto giallo di stoffa
che ballonzola con aria goffa;
c’è il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e scrolla la testa;
e in fondo al sacco tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.
Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d’oggi le bambole han fretta\ ,
vanno in auto o in bicicletta.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.

Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne sono contento.

Gianni Rodari Filastrocche per tutto l’anno

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