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L’ONOMATOPEA

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 10:50

L’ONOMATOPEA

Spiegata come un’imitazione di suoni, rumori o voci di animali con le parole. Seguono alcune parole “onomatopeiche” : il verso della rana (gra!  gracidare) ecc.

Lettura della fontana malata (versione ridotta sulla scheda) per dire come il poeta abbia inventato parole per richiamare i suoni.
Faccio vedere come si possa scrivere una poesia a ricalco della fontana malata (il frigorifero raffreddato), facciamo una rapida carrellata di oggetti che potrebbero essere adatti a fare una poesia con onomatopee: frullini, libri, televisori, lampadari ecc. Infine ognuno scrive la sua poesia su foglio forato.
Sul retro copiare “lasciatemi divertire” del medesimo Palazzeschi, che viene letto in maniera espressiva (si possono fare anche capriole e salti) e sarà da imparare a memoria.

Per i maestri e le maestre: sostituire “maestro/a” a “poeta” e siamo tutti futuristi
(almeno questo)

Da “LASCIATEMI DIVERTIRE”

Tri tri tri,
fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu ihu.

Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente.
Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.

Cucù rurù,
rurù cucù,
cuccuccurucù!

(Aldo Palazzeschi)

Da “LA FONTANA MALATA”

Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch……

E’ giu’,
nel cortile,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
sentirla
tossire.
Tossisce,
tossisce,
un poco
si tace….
di nuovo.
tossisce.

Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch….

(Aldo Palazzeschi)

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