mastropiero

Posts Tagged ‘RECITAZIONE’

Né dunque oppure perciò

In Uncategorized on 8 maggio 2011 at 09:49

Né dunque oppure perciò,
ma allora anche però
e quindi infatti cioè!

Dopo gli opportuni esercizi sulla frase complessa e le congiunzioni (coordinative) ho dato da imparare a memoria questa filastrocca di mia invenzione nello stile della maschera bolognese di Graziano (alias Dottor Balanzone), da recitare come se si dovesse iniziare un discorso in modo confusionario, impacciato, ma molto professorale.
Alcuni sono voluti venire subito in cattedra a leggere la filastrocca per vedere che effetto che fa.
Per le filastrocche ad uso scolastico è uscito di recente un libro per la Sperling & Kupfer: “Su qui su qua l’accento non va” di Pinuccia Ferrari Dossena. Il libro raccoglie molte di queste filastrocche (ho ritrovato “Ma con gran pena le reti Dora cala giù”). Naturalmente si può discutere sull’utilità di queste cose (le tabelline ad esempio bisogna saperle usare e non basta impararle a memoria, idem per le congiunzioni).

L’ONOMATOPEA

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 10:50

L’ONOMATOPEA

Spiegata come un’imitazione di suoni, rumori o voci di animali con le parole. Seguono alcune parole “onomatopeiche” : il verso della rana (gra!  gracidare) ecc.

Lettura della fontana malata (versione ridotta sulla scheda) per dire come il poeta abbia inventato parole per richiamare i suoni.
Faccio vedere come si possa scrivere una poesia a ricalco della fontana malata (il frigorifero raffreddato), facciamo una rapida carrellata di oggetti che potrebbero essere adatti a fare una poesia con onomatopee: frullini, libri, televisori, lampadari ecc. Infine ognuno scrive la sua poesia su foglio forato.
Sul retro copiare “lasciatemi divertire” del medesimo Palazzeschi, che viene letto in maniera espressiva (si possono fare anche capriole e salti) e sarà da imparare a memoria.

Per i maestri e le maestre: sostituire “maestro/a” a “poeta” e siamo tutti futuristi
(almeno questo)

Da “LASCIATEMI DIVERTIRE”

Tri tri tri,
fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu ihu.

Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente.
Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.

Cucù rurù,
rurù cucù,
cuccuccurucù!

(Aldo Palazzeschi)

Da “LA FONTANA MALATA”

Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch……

E’ giu’,
nel cortile,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
sentirla
tossire.
Tossisce,
tossisce,
un poco
si tace….
di nuovo.
tossisce.

Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch….

(Aldo Palazzeschi)

Una poesia per Natale: IL GATTO INVERNO

In Uncategorized on 19 giugno 2010 at 10:20

Una poesia per Natale: Il GATTO INVERNO DI RODARI Che è una bella poesia, un po’ trasognata . Da imparare a memoria ricordandosi di “mimare la similitudine” (sarebbe meglio dire la metafora) tra i due versi:

per forza, con quel gatto, (qui un gesto, come uno che si sbaglia perchè ha detto “gatto” invece di “inverno”)
con l’inverno alla finestra

Il gatto inverno

Ai vetri della scuola stamattina
l’inverno strofina
la sua schiena nuvolosa
come un vecchio gatto grigio:
con la nebbia fa i giochi di prestigio,
le case fa sparire
e ricomparire;
con le zampe di neve imbianca il suolo
e per coda ha un ghiacciolo…
Sì, signora maestra,
mi sono un po’ distratto:
ma per forza, con quel gatto,
con l’inverno alla finestra
che mi ruba i pensieri
e se li porta in slitta
per allegri sentieri.
Invano io li richiamo:
si saranno impigliati in qualche ramo
spoglio;
o per dolce imbroglio, chiotti, chiotti,
fingon d’esser merli e passerotti.

Gianni Rodari Filastrocche in cielo e in terra

FINE CLASSE PRIMA

In Uncategorized on 18 giugno 2010 at 19:01

A fine anno abbiamo fatto un CD dove c’erano vari materiali prodotti in classe. Tra questi abbiamo messo le poesie imparate a memoria, ogni bambino e bambina erano liberi di sceglierne una e di recitarla davanti al microfono.

Se ci riesco metto on line il file audio.

Appare una manina

In Uncategorized on 18 giugno 2010 at 17:26

Appare una manina.

Impariamo qual è la mano destra e quale la sinistra.Ritaglia e incolla. Esegui la filastrocca prima con la destra poi con la sinistra poi con tutte e due:

Appare una manina,
si mette a ballare, si apre e si chiude e poi se ne va.
Appare l’altra mano,
si mette a ballare, si apre e si chiude e poi se ne va.
E adesso tutte e due,
si mettono a ballare, si aprono e si chiudono e poi se ne vanno.

Impariamo i nomi delle dita con una filastrocca.
Disegna l’impronta della tua mano sinistra. Ritaglia le strisce e incollale vicino ad ogni dito. Impara a memoria la filastrocca delle dita stringendo prima le dita della mano sinistra poi quelle della mano destra.

Dice POLLICE : Voglio il pane !
Dice INDICE : Non ne abbiamo !
Dice MEDIO : Come facciamo ?
Dice ANULARE : Ce n’è un pezzettino.
Dice MIGNOLO : Datelo a me che sono il più piccino.

Impariamo qual è la mano destra e quale la sinistra. Prima con la destra poi con la sinistra poi con tutte e due esegui la filastrocca:

Appare una manina,
si mette a ballare, si apre e si chiude e poi se ne va.
Appare l’altra mano,
si mette a ballare, si apre e si chiude e poi se ne va.
E adesso tutte e due,
si mettono a ballare, si aprono e si chiudono e poi se ne vanno.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: