POESIA DI CARNEVALE

POESIA DI CARNEVALE

Pranzo e cena
Pulcinella ed Arlecchino
cenavano insieme in un piattino:
e se nel piatto c’era qualcosa
chissà che cena appetitosa.
Arlecchino e Pulcinella
bevevano insieme in una scodella,
e se la scodella vuota non era
chissà che sbornia quella sera.
Gianni Rodari

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L’ABETE DI NATALE

L’ABETE DI NATALE

Chi abita sull’abete
tra i doni e le comete?
C’è un Babbo Natale
alto quanto un ditale.
Ci sono i sette nani,
gli indiani, i marziani.
Ci ha fatto il suo nido
perfino Mignolino.
C’è posto per tutti,
per tutti c’è un lumino
e tanta pace per chi la vuole
per chi sa che la pace
scalda anche più del sole.
Gianni Rodari

Storia universale

Per la Festa del Lavoro la poesia di Rodari Storia universale. Che non è una poesia ma un raccontino. Rodari l’ha scritto in prosa, ma sono endecasillabi, così ho pensato di “sbrogliarlo” e metterlo in forma di poesia (non sarà stata un’idea solo mia, idem in filastrocche .it). Devo mettere un tag in tutte le poesie che trattano il rapporto poesia/prosa.

Storia universale

In principio la Terra era tutta sbagliata,
renderla più abitabile fu una bella faticata.
Per passare i fiumi non c’erano ponti.
Non c’erano sentieri per salire sui monti.

(queste strofe no) Ti volevi sedere? Neanche l’ombra di un pan¬chetto.
Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.
Per non pungersi i piedi, né scarpe né stivali.
Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.

Per fare una partita non c’erano palloni:
mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni,
anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
Non c’era nulla di niente. Zero via zero, e basta.

C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare,
e agli errori piu grossi si poté rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboc¬catevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti.

Tratto da “Favole al telefono” di Gianni Rodari