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IL CANTICO DELLE CREATURE di San Francesco

In Uncategorized on 31 marzo 2011 at 16:57

IL CANTICO DELLE CREATURE di San Francesco

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria et l’honore et omne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messer lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

La lingua italiana ha una storia lunga e gloriosa, qualcosa si può cominciare a vedere anche in classe quinta: la discendenza dal latino, le origini e i cambiamenti nel corso dei secoli, gli scambi lessicali con altre lingue e culture, la presenza ancora viva dei dialetti, le parlate gergali, le parole “difficili” perché specialistiche.
Un esempio di italiano degli inizi della nostra letteratura è il Cantico delle creature che abbiamo letto e commentato dopo avere visto insieme il film di Zeffirelli “Fratello sole, sorella luna” che ha incantato la classe con la bellezza delle immagini e la sceneggiatura impeccabile.
Il lavoro sul testo è consistito nella lettura e nella spiegazione dei termini più difficili scrivendo un piccolo vocabolarietto in calce al testo. Li ha molto sorpresi e divertiti l’uso della kappa, come negli sms. Li ha interessati anche la pronuncia “alla latina” del gruppo tio/tia.
In questo testo che ha la forma di un elenco abbiamo evitato di dare una spiegazione di tipo esclusivamente religioso, non solo per la presenza di bambini appartenenti ad altre religioni o confessioni, ma per fare risaltare come Francesco ci riporti all’essenziale della vita, alle cose che sono veramente importanti e significative per tutti noi come per qualsiasi essere umano: il calore e la luce del sole, il nutrimento (aere e nubilo e la terra che sustenta), il gioco (iocundo è il fuoco). Tutto questo appare a Francesco all’interno della sua esperienza e visione del mondo mondo che è, questo sì, il mondo di un uomo profondamente religioso dove le cose che nomina gli sembreranno anche i segni tangibili della presenza di Dio. Mi è venuto spontaneo fare notare l’analogia di questo elenco concreto con gli oggetti concreti ma evocativi che abbiamo elencato nella “poesia-pozione” di qualche settimana prima.
Per lasciare un segno di questa lingua così suggestiva ho fatto imparare a memoria ad ognuno una strofa diversa del Cantico in modo da poterla recitare in gruppo (per la suddivisione vedi il testo, non più di tre versi a testa).

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